Che cos’è l’iniezione intracitoplasmatica
di spermatozoi (ICSI)?
L’ICSI è una tecnica che consiste nell’iniezione diretta di un singolo spermatozoo nel citoplasma di un ovocita.
L’ICSI è una tecnica che consiste nell’iniezione diretta di un singolo spermatozoo nel citoplasma di un ovocita.
Differenze rispetto
alla FIV convenzionale
Nella FIV convenzionale, ovociti e spermatozoi vengono posti insieme in un terreno di coltura affinché la fecondazione avvenga spontaneamente. La fecondazione dipende dalla capacità degli spermatozoi di penetrare la zona pellucida dell’ovocita.
Nell’ICSI, invece, lo spermatozoo viene selezionato e introdotto direttamente nel citoplasma dell’ovocita dall’embriologo mediante microiniezione. Per questo motivo è necessaria una quantità inferiore di spermatozoi e la tecnica può essere eseguita anche con spermatozoi ottenuti chirurgicamente.Questa procedura viene eseguita da embriologi altamente qualificati, utilizzando strumenti di alta precisione, in un laboratorio specializzato. La finalità dell’ICSI è superare le barriere che impediscono la fecondazione naturale, ottenendo l’unione tra ovocita e spermatozoo in modo controllato.
L’ICSI è indicata in situazioni specifiche, principalmente legate a fattori maschili di infertilità. Tuttavia, può essere utilizzata anche in altri contesti in cui la fecondazione spontanea o mediante FIV convenzionale non sia possibile.
Indicazioni
più comuni
Bassa concentrazione di spermatozoi (oligozoospermia)
Ridotta motilità spermatica (astenozoospermia)
Alterazioni della morfologia degli spermatozoi (teratozoospermia)
Azoospermia: Assenza di spermatozoi nell’eiaculato. In questi casi si tenta il recupero degli spermatozoi mediante aspirazione dall’epididimo o biopsia testicolare.
Coppie che non hanno ottenuto embrioni in precedenti cicli di FIV convenzionale.
Quando gli spermatozoi sono stati precedentemente congelati e presentano ridotta motilità dopo lo scongelamento.
Nelle pazienti di età superiore ai 38 anni, l’ICSI è spesso la tecnica di scelta, poiché migliora le percentuali di fecondazione rispetto alla FIV convenzionale.
Quando si intende effettuare un’analisi genetica sugli embrioni, sia per la rilevazione di malattie monogeniche (PGT-M) sia per verificare la corretta dotazione cromosomica (PGT-A).
Per garantire le migliori percentuali di fecondazione dopo ICSI, la tecnica viene eseguita esclusivamente da embriologi esperti, in condizioni controllate e con strumenti di alta precisione.
Tuttavia, è importante sottolineare che influiscono anche altri fattori, come la qualità dell’ovocita e dello spermatozoo, oltre a fattori ambientali propri del laboratorio in cui viene effettuata la procedura.
Fattori che influenzano
i risultati
Le percentuali di successo sono più elevate nelle donne sotto i 35 anni e diminuiscono significativamente con l’età, soprattutto dopo i 40 anni.
Un laboratorio dotato di tecnologia avanzata ed embriologi qualificati è essenziale per garantire buoni risultati.
Una qualità seminale ridotta influisce negativamente sull’esito dell’ICSI.